Slide background

“Un vecchio adagio dice che
una visione senza un piano è un sogno
e un piano senza una visione è un incubo:
in Italia siamo riusciti, negli ultimi 20 anni,
a fare entrambe le cose.”

PIETRO COLUCCI

Slide background

“Siamo convinti che un'impresa
che investe correttamente in presidi ambientali
sia, alla fine, meno rischiosa
anche per chi concede credito.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A NUOVA FINANZA

Slide background

“L’efficienza energetica è un tema
sul quale il sistema Paese dovrebbe concentrarsi,
avviando le realtà italiane a diventare smart grid.”

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

Slide background

“ Il futuro di tutti passa attraverso
una presa di coscienza consapevole,
la condivisione e la partecipazione
di tutte le parti coinvolte
nel processo energetico dalla produzione
al consumo”.

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

Slide background

“Da imprenditore sono abituato a essere pragmatico, ma sono anche sostanzialmente un sognatore.
E questo mi è servito.
Una visione di scenario proiettata verso un futuro diverso e la capacità di immaginare che il cambiamento sia un’opzione possibile,
nonostante i forti interessi economici coinvolti,
sono requisiti indispensabili
per operare nella green economy.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A BUSINESS PEOPLE

In questa sezione sono riportati gli articoli riguardanti Pietro Colucci pubblicati sulle testate nazionali, internazionali e locali.
Gli articoli sono navigabili attraverso la selezione della testata giornalistica oppure selezionando il tag di riferimento, personalizzando il proprio percorso di lettura.

Milano Finanza - 16/03/2012 -Sempre più fotovoltaico nel mirino di Kinexia. La società nata sulle ceneri della Schiapparelli 1824, ormai quasi totalmente riposizionata sul business delle rinnovabili, ha infatti siglato un accordo di finanziamento da 39 milioni di euro per la realizzazione e gestione del campo fotovoltaico di Aprilia. Un project financing che permetterà la conclusione, probabilmente entro la finedi quest’anno, dell’impianto da 10 Mw già autorizzato nel 2009.

 

La linea è stata concessa da Centrobanca, la investment bank del gruppo Ubi, molto attiva sui finanziamenti al solare, che ha agito in qualità di istituto di coordinamento, e da Agrileasing e Popolare dell’Etruria. «Quello di Aprilia è stato il primo progetto fotovoltaico che abbiamo cominciato a realizzare», spiega a MF-Milano Finanza Pietro Colucci, presidente e amministratore delegato di Kinexia, «e non è l’ultimo: abbiamo ottenuto l’autorizzazione per altri 3 megawatt sempre ad Aprilia e a giorni dovrebbe arrivare il nullaosta per altri 15 a Latina». Quota che si va ad aggiungere al megawatt ultimato in settimana su un capannone della zona industriale di Bari, attraverso la controllata Stea. La compagnia ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un valore della produzione pari a 5,5 min di euro, in crescita del 110% sullo stesso periodo dell’anno precedente e con Ebitda ed Ebit in calo rispettivamente a -0,5 e -0,8 milioni (erano -0,2 e – 0,5 nel primo quarter del 2009). Dati che sostanzialmente possono essere attribuiti all’andamento del mercato delle rinnovabili e alla riorganizzazione del settore di sviluppo. La perdita netta del gruppo si è attestata a 0,6 milioni, più o meno in linea con il risultato dell’anno precedente.

La ex Schiapparelli, che ha da poco chiuso un’operazione di merger con Sei, società attiva nel business termico e della cogenerazione, per i prossimi anni punta ad un mix di energie alternative al traino del solare. «Nelle prossime settimane pubblicheremo il piano industriale rivisto per il triennio», spiega Colucci, «che scommetterà appunto su un mix di fonti: eolico, fotovoltaico, biomasse, biogas e teleriscaldamento». «La fusione con Sei», scrivevano a fine aprile gli esperti di Intermonte, che sul titolo Kinexia mantengono giudizio buy e target price a 3 euro, «è in linea con le intenzioni della compagnia, che punta a diventare un produttore primario di energie rinnovabili e le conferisce un profilo più solido di una semplice investment company ». Ma non tutto è rose e fiori. Sui piani del management, come su quelli degli altri player del settore in questi giorni, pende la spada di Damocle del taglio dei certificati verdi contenuto nella manovra correttiva (vedi articolo qui sopra).

Una mossa che secondo l’imprenditore napoletano «rischia di ridurre drasticamente investimenti e finanziamenti nel settore delle rinnovabili, e che sperò sarà corretta». Anche perché il futuro della società ormai sembra essere tutto verde: è probabile, infatti, anche la vendita dell’ultimo asset non pertinente, quello dell’alimentare e, spiega Colucci, «la cessione, possibilmente a un grande gruppo nazionale,del marchio Schiapparelli, affinché possa essere valorizzato a pieno. Una operazione che speriamo di poter concludere nelle prossime settimane».