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“Un vecchio adagio dice che
una visione senza un piano è un sogno
e un piano senza una visione è un incubo:
in Italia siamo riusciti, negli ultimi 20 anni,
a fare entrambe le cose.”

PIETRO COLUCCI

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“Siamo convinti che un'impresa
che investe correttamente in presidi ambientali
sia, alla fine, meno rischiosa
anche per chi concede credito.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A NUOVA FINANZA

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“L’efficienza energetica è un tema
sul quale il sistema Paese dovrebbe concentrarsi,
avviando le realtà italiane a diventare smart grid.”

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

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“ Il futuro di tutti passa attraverso
una presa di coscienza consapevole,
la condivisione e la partecipazione
di tutte le parti coinvolte
nel processo energetico dalla produzione
al consumo”.

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

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“Da imprenditore sono abituato a essere pragmatico, ma sono anche sostanzialmente un sognatore.
E questo mi è servito.
Una visione di scenario proiettata verso un futuro diverso e la capacità di immaginare che il cambiamento sia un’opzione possibile,
nonostante i forti interessi economici coinvolti,
sono requisiti indispensabili
per operare nella green economy.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A BUSINESS PEOPLE

In questa sezione sono riportati gli articoli riguardanti Pietro Colucci pubblicati sulle testate nazionali, internazionali e locali.
Gli articoli sono navigabili attraverso la selezione della testata giornalistica oppure selezionando il tag di riferimento, personalizzando il proprio percorso di lettura.

Corriere della Sera - 16 dicembre 2011 - Dalla spazzatura napoletana a Piazza Affari: il percorso virtuoso della famiglia Colucci, capitanata oggi dai due fratelli Pietro e Francesco, copre in vent’anni un lungo cammino nello smaltimento dei rifiuti. «Crediamo nella possibilità di quotazione per crescere e creare un polo aggregante in un mercato molto frammentato, dove le aziende private sono una miriade, ma in realtà i sistemi di smaltimento corretti sono pochi», spiega Francesco Colucci, presidente e amministratore delegato del gruppo Unendo, la holding di famiglia condivisa al 50% con il fratello Pietro. Il gruppo, con 250 milioni di fatturato e 80 milioni di margine operativo lordo, è cresciuto negli anni a colpi di acquisizioni e risulta oggi fra i principali attori privati nel campo.

L’ultimo riassetto risale al 2008, quando i Colucci si sono separati dai Fabiani, soci di antica data, spartendo i diversi business: ai Fabiani sono rimasti gli asset energetici e ai Colucci i servizi ambientali. Ora le attività del gruppo Unendo sono divise in due rami: rifiuti urbani e industriali. Sul fronte industriale c’è la candidata a quotazione, Waste Italia, leader italiana nella gestione dei rifiuti speciali non pericolosi. Waste Italia è partecipata al 32% dal fondo Synergo di Gianfilippo Cuneo e presieduta da Pietro Colucci, che è anche presidente di Assoambiente e controlla a titolo personale un’altra azienda quotata, Kinexia (ex Schiapparelli), impegnata nelle energie rinnovabili.

Sul fronte dei rifiuti urbani c’è Daneco, ex Danieli e poi Montedison, specializzata nell’impiantistica per la selezione, il trattamento e la termovalorizzazione. Daneco ha appena presentato un’offerta formale per rilevare Greenvision, il ramo d’azienda del gruppo Burani in crisi, a sua volta quotata in Borsa e controllata da Greenholding (80% Burani, 20% Mittel). «Unire le forze con Greenvision – spiega Pietro Colucci — ha senso perché Greenvision controlla Ladurner, un’azienda gemella di Daneco nella progettazione e costruzione di impianti. La fusione ci permetterebbe di aumentare il nostro peso specifico in Italia e di competere meglio sul piano internazionale».

Daneco, con 100 milioni di fatturato e 27 di margine operativo lordo, ha realizzato e gestisce una ventina di impianti di selezione e smaltimento in Italia, quattro centrali elettriche da biogas estratto dalle discariche ed è impegnata in vari progetti in Cina, Moldavia, Croazia e Lituania, ma ha perso, insieme a Falck, la grande scommessa dei termovalorizzatori siciliani. «Non abbiamo condiviso, ovviamente, la scelta della Regione Sicilia di risolvere la concessione, ma ci dispiace osservare che dopo il blocco del nostro progetto non si è più mosso nulla e Palermo sta precipitando nell’emergenza», rileva Francesco Colucci.

Malgrado la battuta d’arresto, Daneco ha forti prospettive di crescita, soprattutto dopo la recente riforma delle utility, che obbliga gli enti locali a cedere ai privati il controllo delle società miste di gestione dell’acqua, dei rifiuti e del trasporto locale su gomma. «Finora il pubblico occupava l’85% del mercato e i privati dovevano competere per spartirsi la fetta rimanente, ma con la nuova legge la quota pubblica dovrà scendere sotto il 40per cento entro il 2013 e sotto il 30 per cento entro il 2015», ragiona Colucci. E’ chiaro che questa fetta aggiuntiva scatenerà una rivoluzione nel business dei servizi locali,attirando i colossi europei, in parte già attivi sul mercato italiano, finora poco liberalizzato.