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“Un vecchio adagio dice che
una visione senza un piano è un sogno
e un piano senza una visione è un incubo:
in Italia siamo riusciti, negli ultimi 20 anni,
a fare entrambe le cose.”

PIETRO COLUCCI

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“Siamo convinti che un'impresa
che investe correttamente in presidi ambientali
sia, alla fine, meno rischiosa
anche per chi concede credito.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A NUOVA FINANZA

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“L’efficienza energetica è un tema
sul quale il sistema Paese dovrebbe concentrarsi,
avviando le realtà italiane a diventare smart grid.”

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

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“ Il futuro di tutti passa attraverso
una presa di coscienza consapevole,
la condivisione e la partecipazione
di tutte le parti coinvolte
nel processo energetico dalla produzione
al consumo”.

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

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“Da imprenditore sono abituato a essere pragmatico, ma sono anche sostanzialmente un sognatore.
E questo mi è servito.
Una visione di scenario proiettata verso un futuro diverso e la capacità di immaginare che il cambiamento sia un’opzione possibile,
nonostante i forti interessi economici coinvolti,
sono requisiti indispensabili
per operare nella green economy.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A BUSINESS PEOPLE

In questa sezione sono riportati gli articoli riguardanti Pietro Colucci pubblicati sulle testate nazionali, internazionali e locali.
Gli articoli sono navigabili attraverso la selezione della testata giornalistica oppure selezionando il tag di riferimento, personalizzando il proprio percorso di lettura.

Sole 24 Ore 28/09/2011  - Intervento di Pietro Colucci – E così ci lascia, non compianto dai più, il Progetto Sistri, ultima prova dell’esistenza in vita del Ministero dell’Ambiente, almeno per questa prima, corposa parte della XVI Legislatura. È tanto grave quanto triste che sia successo e che soprattutto sia successo in questo modo. A pochi giorni cioè dall’entrata in vigore della norma che ne statuiva l’inizio dell’operatività, il Sistri viene cancellato sin dai primi riferimenti legislativi che ne avevano timidamente parlato. Non è soltanto una sconfitta per tutto il Sistema Ambiente nazionale, che pure, in parte, aveva erroneamente avversato il progetto, è una sconfitta per la credibilità del Paese, della sua classe dirigente, e della sbandierata lotta alla illeceità nel settore dei rifiuti.

Da Presidente di Assoambiente, carica che ho lasciato a Maggio 2011 dopo cinque anni, ho avuto modo di seguire l’intero evolversi del progetto ed ho avuto modo direttamente con due audizioni parlamentari e attraverso la struttura dell’Associazione che partecipava al tavolo di concertazione con il Ministero, di rappresentare le carenze tecniche e concettuali del modello adottato. Abbiamo, così, fatto presente, che esistevano problemi per le imprese, soprattutto quelle medio-piccole che avrebbero fatto fatica ad adeguarsi sia in termini organizzativi che di costi; abbiamo evidenziato che la tecnologia adottata avrebbe potuto non essere adeguata (e purtroppo avevamo in parte ragione) perché sottovalutava la mole enorme di dati on line che sarebbe stata chiamata a gestire; abbiamo evidenziato che la norma diventava ancora più stringente per le Imprese già censite ma non intercettava minimamente quelle non “mappate” che avrebbero così continuato ad operare illecitamente nell’anonimato più assoluto...