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“Un vecchio adagio dice che
una visione senza un piano è un sogno
e un piano senza una visione è un incubo:
in Italia siamo riusciti, negli ultimi 20 anni,
a fare entrambe le cose.”

PIETRO COLUCCI

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“Siamo convinti che un'impresa
che investe correttamente in presidi ambientali
sia, alla fine, meno rischiosa
anche per chi concede credito.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A NUOVA FINANZA

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“L’efficienza energetica è un tema
sul quale il sistema Paese dovrebbe concentrarsi,
avviando le realtà italiane a diventare smart grid.”

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

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“ Il futuro di tutti passa attraverso
una presa di coscienza consapevole,
la condivisione e la partecipazione
di tutte le parti coinvolte
nel processo energetico dalla produzione
al consumo”.

DALL'INTERVENTO AL FORUM QUALENERGIA 2015

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“Da imprenditore sono abituato a essere pragmatico, ma sono anche sostanzialmente un sognatore.
E questo mi è servito.
Una visione di scenario proiettata verso un futuro diverso e la capacità di immaginare che il cambiamento sia un’opzione possibile,
nonostante i forti interessi economici coinvolti,
sono requisiti indispensabili
per operare nella green economy.”

CITAZIONE DA INTERVISTA A BUSINESS PEOPLE

In questa sezione sono riportati gli articoli riguardanti Pietro Colucci pubblicati sulle testate nazionali, internazionali e locali.
Gli articoli sono navigabili attraverso la selezione della testata giornalistica oppure selezionando il tag di riferimento, personalizzando il proprio percorso di lettura.

Affari&Finanza 08/06/2009 - Il problema non riguarda soltanto la Campania ma tutte le regioni del centro-sud, dalla Sicilia alla Calabria, dal Lazio alla Puglia, che furono commissariate senza risultati tangibili. “Anzi il gap con il resto del Paese si è addirittura aggravato”, ha scritto testualmente la Corte dei Conti. Il ritardo del Meridione è collegato alla presenza delle ecomafie. Lontano dal naso, lontano dal cuore. Appena l’olezzo dei rifiuti aveva abbandonato le vie di Napoli, il problema era stato rimosso, come se l’Italia fosse stata magicamente incanalata verso la via del governo intelligente delle sostanze scartate nella nostra vita quotidiana.

Qualche discarica aperta in nome dell’emergenza e qualche inceneritore che aveva trovato via libera (necessario ma non sufficiente) erano bastati a tranquillizzare una buona parte dell’opinione pubblica. Dopo qualche mese il cattivo odore dei rifiuti è tornato nelle strade di Palermo, mentre 200 amministrazioni comunali campane figurano nella lista nera di Guido Bertolaso e rischiano di essere sciolte perché non mettono in pratica il piano rifiuti. E’ possibile che un accordo sindacale riporti rapidamente la normalità in Sicilia, ma non ci vuole la palla di vetro per prevedere che i commissariamenti e la soluzione muscolare del problema non porteranno lontano. Basta leggere i numeri contenuti nell’ultimo rapporto Ispra. Dal punto di vista dei rifiuti industriali la situazione è da brivido con 31 milioni di tonnellate (su un totale di 134 milioni) che sfuggono ai controlli. E per quanto riguarda quelli urbani, dopo anni di gestione commissariale nel 2007 in Sicilia finiva in discarica il 93 pei cento dei rifiuti, in Puglia il 91 per cento, nel Lazio l’83 per cento, in Calabria il 55 per cento...