08/11/2011 - Le imprese si alleano con il mondo dell’ecologia per un manifesto condiviso a sostegno della green economy, cioè dell’industria che fa della sostenibilità uno strumento non solamente di business ma soprattutto di innovazione e di cultura imprenditoriale. Il manifesto è stato presentato ieri a Milano in un convegno promosso da Edo Ronchi, che è stato uno dei ministri dell’Ambiente che hanno segnato la politica ecologica in Italia. Oggi Ronchi è a capo della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, think tank e osservatorio dove si elaborano alcune delle più interessanti analisi ambientali.

Il manifesto è diviso in sette punti, e Ronchi intende rielaborarlo per farne una proposta che venga accolta dal mondo distratto della politica, mala proposta può essere contenuta in tre elementi essenziali. Cioè: l’Italia ha strumenti e conoscenze per diventare leader mondiale delle energie rinnovabili; l’industria del riciclo può triplicare i fatturati; l’efficienza energetica porta decne di migliaia di posti di lavoro. Il manifesto per la green economy ha incontrato l’adesione di Aldo Fumagalli, l’imprenditore che presiede la commissione sviluppo sostenibile della Confindustria, ma anche di tanti altri esponenti dell’economia pubblica e privata. Qualche nome a titolo puramente indicativo: Pietro Colucci, a capo di Kinexia; Roberto De Santis, presidente del Conai; Monica Cerroni della Fise Assoambiente e Corrado Scapino dei riciclatori della Fise Unire; Daniele Fortini per le “municipalizzate” della Federambiente; le associazioni di produttori di energia rinnovabile come l’Aper, l’Anev, la Federpern; ma anche i consorzi di riciclo come i Raee o il Cobat; l’Assolombarda.

Più nel dettaglio, le imprese concordano con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile sul fatto che servono innovazioni coraggiose: «Non si risolvano i problemi mantenendo il modo di pensare che li ha prodotti», sostiene Ronchi con gli imprenditori «Per superare inerzie e carenze, ormai croniche, occorre una visione innovativa». Il mondo dell’economia e della produzione chiede inoltre di affrontare la crisi economica e sociale insieme con quella ecologica, riqualificando lo sviluppo nella direzione di una green economy. L’innovazione e la conversione ecologica possono dare un contributo «non solo per tutelare l’ambiente, ma per produrre occupazione, rivitalizzare l’economia e creare opportunità di nuovo sviluppo ». Dai principi, poi si passa anche a declinare la loro attuazione pratica con strumenti come -due esempi per tutti- la nascita di una filiera forte dell’energia rinnovabile e come l’efficienza energetica.