Kinexia: cresce nel fotovoltaico e ripensa il Piano
Per Kinexia più fotovoltaico
Il presidente Colucci spiega le strategie che proporrà al cda dopo la parziale sottoscrizione dell’aumentodi capitale. E mette nel mirino Est Europa e Turchia
Giugno bollente in casa Kinexia, la ex-Schiapparelli «convertitasi» alle rinnovabili. Fatti i conti in tasca dopo un aumento di capitale da 60 milioni e sottoscritto solo per il 41%, il presidente Pietro Colucci non resta a guardare e chiama a raccolta il cda per ricalibrare il piano industriale al 2013. «Dobbiamo ripensare le strategie messe a punto nello scorso autunno», annuncia Colucci, assicurando che «gli obiettivi (investimenti e MW raggiungibili, ndr) dovrebbero rimanere gli stessi, a fronte di un probabile slittamento temporale, da 5 a 7 anni, nel raggiungimento dei target».
Diverse le soluzioni allo studio: «Potremmo passare da due linee direttrici principali – insiste Colucci – come ridurre 1’esborso di cassa mandando in cantina il piano di acquisizioni e concentrandoci sullo sviluppo per linee interne, oppure portare avanti lo shopping pagando con carta e quindi aprendo il capitale». Una soluzione, quest’ultima, per la quale non «mancherebbero certo gli interessati». Rimandando ai consiglieri ogni decisione definitiva, Colucci assicura che «il gruppo rivedrà la percentuale di business dedicata al fotovoltaico». E la rivedrà al rialzo, su un settore che grazie al Conto Energia assicura un sicuro ritorno dell’investimento. Nel piano 2009-2013 Kinexia prevede lo sviluppo di singoli progetti con la creazione di Spv (special purpose vehicle) cedendo in tempi successivi quote di minoranza della società a investitori istituzionali. «Un progetto che rimane – spiega il presidente – anche alla luce dell’obbligo che il ricorso ai project finance impone: creare società ad hoc per ogni impianto finanziato».
Sostanzialmente stabili, ma non nel tempo, i target pre-capitalizzazione: 450 MW per 150 milioni di fatturato. Diversi, invece, i pesi riservati ai vari settori. Se infatti il 70% dei megawatt doveva essere generato dall’eolico, il 15% dalle biomasse, l’8% dal fotovoltaico e il 7% dal biogas, alla luce dell’aumento di capitale «la percentuale destinata ai fotovoltaico – aggiunge Colucci – è destinata a salire». Ricalibrato il piano, la società è pronta ripartire con operazioni e contratti ad hoc, sulla scia di quello siglato la settimana scorsa che ha portato Kinexia ai 48,05% della Miro Radici Energia. «In Italia guardiamo a diversi player, all’estero progetti interessanti potrebbero emergere nell’Est Europa e in Turchia». Kinexia, dedicata alle rinnovabili dopo il cambio di rotta intrapreso con la trasformazione dell’ex-Schiapparelli, non opera però solo nelle energie «eco» con la subholding Volteo Energie. In realtà, il gruppo ha mantenuto parte delle aziende che componevano la Schiapparelli nei segmenti profumeria e cosmesi. Tuttavia, questo secondo ramo «storico» che non fa più parte dell’attività core, non brilla per risultati. I ricavi netti dei primi tre mesi 2009 si sono attestati a 2,6 milioni di euro (+5% rispetto al primo trimestre 2008) e i ricavi delle vendite delle società operative The First (settore cosmesi ed affini) e Nutritionals (alimentare e biologico) si sono dimezzati a 1,2 milioni da 2,5 milioni. «Una flessione che – riporta la trimestrale – e imputabile al contesto di grande criticità che sta interessando l’economia e il mercato di riferimento, in particolare quello estero». Ma di fronte al quale Colucci dichiara di non voler attendere tre. «Queste società devono iniziare a camminare con le proprie gambe. Entro l’estate il cda deve valutare se ci sono margini perché questo sia possibile. In caso contrario, provvederemo alla cessione; alla fusione con altri player o all’integrazione con altre piccole società del settore che ci possano supportare ampliando il business». Un bivio insomma per l’ex attività core del gruppo che «con 10 milioni di fatturato e però troppo piccola per sostenere la sfida dei mercati». Un’altra partita nelle mani del cda. Il tutto in un contesto che dovrebbe apprezzare il titolo che, dopo aver perso valore allineandosi con l’aumento di capitale da 3,6 euro a 2 euro, «potrebbe ritrovare appeal» conclude Colucci citando il report di Twice sim che valuta il target price a 3,06 euro con valutazione buy».
Sofia Fraschini
Borsa & Finanza – 30 maggio 2009
MILANO